La Terra dei Miti [The Land of Myths]"    2014 EDITION                            


La “Terra dei Miti”

Già da alcuni anni si è acclarata la denominazione del Cilento come “Terra dei Miti”; il suo suggestivo paesaggio tirrenico pervaso dalla macchia mediterranea si è  associato a ricordi letterari antichi che ne hanno suggellato le bellezza inserendoli in racconti mitici, quali la morte di Palinuro nell’Eneide,  Odisseo e la sirena Leucosia,  che hanno rappresentato le tappe fondamentali di particolari epoche, collegate soprattutto alla navigazione ed alla fondazione delle colonie della Magna Grecia, fin dall’VIII sec. a. C. L’approccio ad un mito specifico, quello del Minotauro, lungo il “filo di Arianna” che introduce dal Camminamento all’interno della Torre  NO, rappresenta un  mostro, cui si immolavano le vittime d’Atene in nome dell’ambizione di Minosse, che è egli stesso la vittima del suo destino. Pertanto con la mostra si intende partire da tale “Terra” che con la sua “magia”  permette all’artista un “tuffo” dell’anima nei meandri del proprio essere, creando un approdo in una “Terra” spirituale che è il recupero della sua identità e, nel contempo, piacere della scoperta, in una dimensione che lo racchiude insieme e nel confronto con gli altri artisti in una medesima ed universale sospensione della mente, libera da falsi pregiudizi; una ricerca  che, in successivi momenti della esposizione, si approfondirà ulteriormente nella riflessione “catartica” favorita da particolari ambienti (Corridoio e Torre) ; qui la luce e le ombre “giocano” tra di loro, contenitori propizi per la nascita, la crisi e la “rinascita, utili anche a rafforzare “l’eroe” di fronte alle insidie ed alle illusioni del quotidiano.

Land of Myths

Already for a number of years, the Cilento region has been called “Land of Myths” for its suggestive Mediterranean-pervaded Tyrrhenian landscape associated with ancient literature, which has bound the beauty of this Mediterranean region with mythical tales, such as the death of Aeneid’s Palinurus, Odysseus and the siren Leucosia, representing  particularly significant ages for sea navigation and the foundation of the colonies of Magna Grecia since the 8th century BC. The exhibition’s approach to a specific myth, that of the Minotaur, leads visitors along an “Ariadne's Thread” from the castle battlement walkway into the heart of the north-west tower and recalls the monster who immolated sacrificial victims of Athens in the name of the ambition of Minos, himself a victim of his own fate. Thus the exhibition sets out from this land of magic allowing the artist to dive into the depths of his soul in order to make landfall in a spiritual land of the recovery of identity and, at the same time, of the pleasure of discovery, in a dimension that brings it all together with other artists in a common and universal suspension of the mind, free from false prejudices. It is in this spirit that this pursuit, in successive moments of the exhibition, will make further explorations in cathartic reflection, favoured by peculiar environments such as the long corridors and the tower. Here light and shadows play with each other as propitious vessels for birth, crisis and rebirth, promoting the strengthening of the figure of the hero in the face of the dangers and illusions of the everyday.